Il turismo di lusso, a sentirne parlare, pare aver sfiorato l’assurdo. O meglio: si è spinto dove fino a ieri sembrava impensabile. Oggi certi clienti – pochissimi, molto selezionati – possono farsi portare quasi ovunque: frontiere calde, stati nervosi, lembi di Antartide, perfino luoghi dove il rischio rapimenti non è una nota a piè di pagina ma una variabile concreta. Non si tratta solo di budget, che può salire fino a cifre che mettono i brividi, ma anche di livello di orchestrazione: protocolli, permessi, contatti con governi, team di sicurezza che ascoltano più radio di quante ne immaginiamo. Il risultato è un mix curioso: adrenalina, ma dentro una bolla di comfort che tenta di non farla scoppiare.
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